• Beatrice Verga

8 Marzo: giornata internazionale per i diritti delle donne

8 marzo: si tratta di una giornata dedicata alle riflessioni sulle conquiste politiche, sociali ed economiche del genere femminile o, piuttosto, è un’altra occasione per ribadire che rimane radicata nella nostra mentalità la “questione femminile”, corrispondente alla concezione delle donne come la parte di società svantaggiata e da tutelare? Il termine attuale, “festa” della donna, quindi, non è sicuramente quello più adatto. L’origine della "giornata delle nazioni unite per i diritti delle donne e per la pace internazionale” risale al primo decennio del secolo scorso: nel febbraio 1908 la socialista Corinne Brown dichiarò sulla rivista The Socialist Woman che il Congresso non aveva "alcun diritto di dettare alle donne socialiste come e con chi lavorare per la propria liberazione". Tre mesi dopo, il 3 maggio, data che venne ribattezzata “woman’s day”, la donna presiedette a Chicago la conferenza del partito socialista, durante la quale si parlò dello sfruttamento dei datori di lavoro nei confronti delle operaie, delle discriminazioni sessuali e del suffragio universale. Nei primi decenni del secolo scorso, comunque, sono state organizzate molte altre giornate dedicate alle donne; in Italia, la ricorrenza si è celebrata per la prima volta nel 1922, ma il 12 marzo, poiché solo nel 1944 si decise che la data ufficiale dovesse essere quattro giorni prima. L’Onu l’ha poi ufficializzata in tempi molto recenti, nel dicembre del 1977. Diverse, in ogni caso, sono le versioni false sulla nascita dell'8 marzo: la più celebre si basa su un incendio avvenuto l'8 marzo 1908 all'interno di una fabbrica di New York, dove lavoravano decine di operaie che persero la vita: a causa dell’indignazione provocata dalla tragedia si sarebbe sviluppato un movimento per la tutela delle lavoratrici. In realtà, il rogo a cui si fa riferimento, probabilmente, è quello realmente avvenuto il 25 marzo 1911, anno in cui la giornata per le donne era già stata approvata. In ogni caso c’è da dire che delle finalità che portarono Corinne Brown a proporre di istituire questa ricorrenza è rimasto poco o niente: si deve dire con chiarezza che non stiamo parlando di “questione femminile” ma di un idea di virilità che decide come si debbano comportare i due sessi. Gli uomini, infine, dovrebbero prendersi la responsabilità di mettersi in discussione davanti ad un atteggiamento discriminatorio o sessista (come il catcalling), proprio perché la società patriarcale abitua a non percepire la gravità di certi fenomeni, che invece vanno compresi e contrastati.

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