• Bianca Barchiesi

Abolite le pratiche di conversione LGBT in Francia

Aggiornamento: 6 feb

In Francia è stata appena introdotta una nuova norma che vieta l’utilizzo di pratiche di conversione LGBT, che invece verranno punite con due anni di reclusione ed una multa da 30mila euro. Queste “terapie di conversione” avrebbero lo scopo di cambiare l’orientamento sessuale o di identità di genere di qualcuno, utilizzando mezzi violenti ed umilianti; di fatto si inizia dalla psicoterapia ma si arriva spesso all’elettroshock, all’esorcismo ed alla violenza. Queste pratiche sono spesso utilizzate nella sfera privata e per questo motivo è difficile farne emergere la gravità. Tali pratiche sono tutt’altro che nuove e nascono addirittura alla fine dell’ Ottocento e purtroppo hanno trovato largo sviluppo anche dopo la depatologizzazione dell’omosessualità da parte della comunità scientifica. A favore di questo divieto è stata la grande maggioranza del Senato francese; il ministro francese per l’uguaglianza Elisabeth Moreno, afferma “Essere se stessi non è un crimine” descrivendo queste pratiche come un “attacco insopportabile all’integrità umana”. La Francia, approvando questa legge, è diventata dunque il terzo paese mondiale a vietarle dopo Germania e Malta. D’altra parte erano state le Nazioni Unite stesse ad assimilarle alla tortura. Recentemente anche il Parlamento canadese ha approvato all’unanimità questa legge, poichè va a vietare delle pratiche del tutto spregevoli. L’ Italia invece non ha ancora approvato una normativa di questo tipo; era stato presentato nel 2016 un disegno di legge in merito da parte di Sergio Lo Giudice, che però non è stato più discusso.

14 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti