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Bracconaggio: Il mondo animale che scompare

"Bracconaggio" è il termine utilizzato più frequentemente per definire una caccia o macellazione abusiva, e quindi non consentita dalla legge: si tratta infatti di un’attività illegale che ignora completamente le normative vigenti ed è finalizzata a ricavare oggetti preziosi con i materiali derivati da alcune parti del corpo degli animali (gli elefanti sono infatti costantemente monitorati per evitare che i bracconieri li uccidano per rivendere l’avorio che costituisce le loro zanne). Il bracconaggio non argina di certo il fenomeno dell'estinzione ed è inoltre sostenuto da un’enorme rete di criminalità organizzata, che danneggia la biodiversità e le economie dei paesi in via di sviluppo e fattura decine di miliardi di dollari a spese di poveri animali: a causa del bracconaggio, infatti, la popolazione degli elefanti è diminuita del 90% nel giro di un secolo, il 78% delle morti che interessano le tigri di Sumatra sono causate dall’uomo, il pangolino è praticamente estinto e il rinoceronte bianco è scomparso nel 2018 (secondo le stime del W.W.F., durante lo scorso decennio si sono estinte oltre 160 specie animali, nonché il numero più alto nella storia). In Italia, la legge n.157 della costituzione italiana impone le regole per la caccia e pesanti sanzioni in caso di infrazione; nonostante ciò, comunque, il fenomeno del bracconaggio rimane fonte di guadagno per cacciatori senza scrupoli sia nel nostro paese che in tutto il globo.

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