• Davide Palazzi

Capitolo V: Ritorno

Aggiornamento: 22 apr

Capitolo 5 Dal diario di Aurelius Phoenix [...] - Ma cosa pensavi di fare!? COSA! Hai tanti nemici già a Vormir, non ti serve andare sul campo di battaglia se vuoi farti ammazzare! - - Ramuh cosa credi, che qualche soldato dell’Apocalisse avrebbe potuto uccidermi?- - A me sembra che le abbia prese per bene e che sia stato necessario l’intervento di un bambino e una donna a salvarti - - Se vuoi chiamare Artemis “donna”... - - Sai che rischi di finire davanti al generale Ifrit per questo affronto alla sua autorità? - Cosa vuoi che mi faccia: sono l’unico Ventae di Vormir, non è nei loro interessi che muoia o cambi parte - Le ultime parole caddero in un silenzio gelido. - Mi è permesso di andarmene da qui? Le vostre guerre non mi interessano, sono solo un orfano plebeo, voglio tornarmene a casa per aiutare mia sorella a sopravvivere alla sua malattia. - Certo ragazzo - disse il Ventae - prendi il tuo fagotto prima, ovviamente - Quasi me lo dimenticavo: ero uscito per andare a funghi e avevo portato con me un telo legato ad un bastone per portarne il più possibile a casa, anche se per ora non avevo trovato nulla, prima di incappare nel misterioso soldato. Così, dopo gli ultimi ringraziamenti del giovane in divisa verde, uscii nell’accampamento, pieno di vita cercando l’uscita. La tenda si affacciava su quello che pensavo fosse l’incrocio delle due vie principali, al cui centro si trovava un’enorme tenda rossa con dei dettagli e degli stemmi dorati: probabilmente era la tenda di quel certo “generale Ifrit” che era stato nominato prima dall’omaccione nerboruto, ma nulla di cui mi sarei dovuto curare. Chiesi indicazioni ad un fabbro lì vicino riguardo all’uscita e, una volta tornato nel mondo esterno, mi avviai verso la mia vecchia vita. Continua…

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