• Leonardo Pisani

Ciao Freddie

Oggi si commemora la morte di un pilastro fondante del rock, nonché uno dei cantautori più bravi della storia: Freddy Mercury. Era nato a Zanzibar, all’epoca protettorato britannico, il 5 settembre del 1946. Il suo vero nome era Farrokh Bulsara. Seguace di Zoroastro e molto dotato per lo sport: l’hockey su prato e il tennis da tavolo. I genitori erano di etnia Parsi. A un anno appena, aveva vinto un premio di bellezza per neonati. Fino a 13 anni crebbe in India, a Bombay. Il preside della sua scuola scrisse una lettera ai genitori per evidenziare le doti musicali del figlio. Il piccolo tornò a Zanzibar nel 1964. E quindi arrivò in Inghilterra nel 1966, si trasferì con la famiglia a causa della rivoluzione che portò alla nascita dello Stato della Tanzania. La famiglia viveva a Feltham, nel Middlesex. Mercury frequentò la scuola d’arte di Ealing, dove conobbe Tim Staffel, compagno di corso e cantante e bassista degli Smile, band di cui facevano parte il chitarrista Brian May e il batterista Roger Taylor. Il suo primo gruppo fu gli Ibex, con i quali si esibì anche per la prima volta dal vivo, mostrando da subito il suo carisma. Quindi si unì ai Sour Milk Sea. Quando il progetto esplose propose a May e Taylor di formare una nuova band insieme. E nel 1970 nacquero così i Queen. Fu lui a scegliere il nome della band: “Queen è un nome corto semplice e facile da ricordare e poi esprime quello che vogliamo essere: maestosi e regali. Il glamour è parte di noi e vogliamo essere dandy”. Il primo album omonimo nel 1974, il secondo Queen II nel 1974. I primi dischi ebbero subito un ottimo impatto di pubblico e critica. Il cambio di passo con A Night at the Opera nel 1975: una consacrazione anche grazie al classico Bohemian Rhapsody. L’ultima apparizione televisiva del cantante fu nel febbraio del 1990, in occasione della premiazione ai Queen ai BRIT Awards. La morte di Nikolai Grishanovich, uno degli amanti di Mercury, fece salire l’attenzione e i Queen diffusero un comunicato ufficiale nel quale si smentiva ogni indiscrezione sul cantante, che intanto si era trasferito a Montreaux. L’ultima apparizione, pubblicata postuma, fu nel video della canzone These are the days of our lives tratta da Innuendo. Negli ultimi giorni si rifugiò a Londra, circondato dai suoi cari, mentre le sue condizioni peggioravano inevitabilmente nonostante le cure sperimentali cui veniva sottoposto. Cominciò a perdere la vista, non riusciva più ad alzarsi dal letto, non prendeva più farmaci se non antidolorifici. Il 22 novembre del 1991 convocò il manager dei Queen, Jim Beach, per redigere un comunicato: “In seguito alle disparate congetture diffuse dalla stampa nelle ultime due settimane, desidero confermare che sono risultato sieropositivo e di aver contratto l’AIDS. Ho ritenuto opportuno tenere privata questa informazione fino a oggi per proteggere la privacy di quanti mi circondano. Comunque, è giunto il momento di far conoscere la verità ai miei amici e ai miei fan e spero che si uniranno a me, ai miei dottori e a quelli di tutto il mondo nella lotta contro questa terribile malattia”. La morte alle 18:48 del 24 novembre del 1991. Al suo fianco Jim Hutton. I funerali privati, con sole 35 persone tra cui i Queen e i cantanti Elton John e David Bowie, al Kensal Green Cemetery con due sacerdoti zoroastriani. Il feretro venne accompagnato nella cappella al suono di alcune canzoni di Aretha Franklin. Il suo corpo venne cremato e affidato a Mary Austin. L’ultimo album di inediti con i Queen Innuendo uscì postumo, nel 1991, come da sua precisa ed espressa volontà. In suo onore venne organizzato il Freddy Mercury Tribute Concert al quale parteciparono numerose star internazionali. Per la rivista Rolling StonevFreddy Mercury è stato il 18esimo cantante tra i migliori cento di tutti i tempi. Interrogato una volta sull’aldilà non aveva avuto dubbi nella scelta tra Paradiso e Inferno: “L’Inferno è molto meglio. Guarda quante persone interessanti si possono incontrare laggiù! Se devo andare da qualche parte, meglio là”. Resta un modello e un artista che ispira per tanti cantanti e appassionati a trent’anni dalla sua morte.

15 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti