• Giulia Tornatora

Facebook: la svolta epocale con “il Metaverso”

Aggiornamento: 4 apr

Mark Zuckerberg continua a stupire con una scelta che per molti rappresenta una rivoluzione copernicana nel mondo dei social: a 17 anni dalla creazione di Facebook, l’imprenditore ha deciso di cambiare il nome della piattaforma che lo ha reso miliardario in “Meta”. Una scelta del tutto coerente con l’intenzione di voler creare un “oltre” -termine che corrisponde al significato della parola “meta”- che porti ad una nuova visione del mondo tecnologico fino alla creazione di un “Metaverso”. Si tratta di una nuova era, o, forse, Zuckerberg ha tentato solo di salvare la propria azienda da un crisi a causa delle recenti polemiche: in passato, infatti, le scelte fatte dal creatore di Facebook sono apparse prive di logica, come, ad esempio, la decisione di acquisire, nel 2014, “Onlus”, produttore di visori per la realtà virtuale. Oggi quelle scelte, che vanno a costituire i pezzi di un puzzle, possono portarci a capovolgere il precedente giudizio e affermare che tutto è stato pianificato da tempo. Ma in cosa consiste il “Metaverso”? Secondo le intenzioni di Zuckerberg sarà un “luogo” in cui si potranno svolgere riunioni di lavoro, incontri con gli amici, lavorare, divertirsi, fare sport e studiare: si può intendere come una nuova realtà virtuale dove il nostro avatar personalizzato potrà vivere una vita che sembrerà sempre più reale e ciò sarà possibile solo grazie all’utilizzo di visori accessibili al pubblico. Si tratta di una tappa importante per lo sviluppo del mondo virtuale, dove la simulazione della realtà fisica sarà al 100% e non può essere realizzata da una singola azienda. Il creatore di Facebook presupponiamo sia consapevole di ciò che sta creando e, per questo motivo, ha già investito ben 10 miliardi di dollari nel progetto, soldi necessari a rendere Meta portavoce di un mondo che rappresenta il futuro, forse anche troppo fantascientifico. Nonostante tutto questo possa sembrare straordinario, il Metaverso potrebbe diventare un ambiente non protetto, poiché la sicurezza del singolo utente potrebbe essere difficile da mantenere, e essenzialmente “tossico”, dal momento che sarebbe facile che alcuni sviluppassero una dipendenza. La domanda sorge spontanea: se Mark Zuckerberg non è riuscito a moderare e controllare il suo social network precedente, come potrà gestire una piattaforma più complessa? Il Metaverso da un lato potrebbe essere solo una versione più elaborata della realtà virtuale, ma dall’altro è possibile che porti quella rivoluzione epocale che i nostri genitori hanno vissuto con lo smartphone negli anni 80’, stravolgendo qualsiasi settore della vita con i suoi lati positivi e negativi.



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