• Delia Prete

Fossa Delle Marianne, tra creature e misteri

La fossa delle Marianne è la più profonda depressione oceanica conosciuta al mondo, localizzata nella zona nord-occidentale dell'Oceano Pacifico a est delle isole Marianne, tra Giappone, Filippine e Nuova Guinea. E’ profonda circa 10 994 m ed è quindi considerata il luogo più profondo del pianeta. Nella fossa si trova l’abisso di Challenger, il più famoso ma allo stesso tempo anche il meno conosciuto: il luogo è ancora per l’85% inesplorato, e per via dell’ambiente cupo, privo di luce, con temperatura medio-bassa, e della molta pressione presente in tale profondità è per gli scienziati difficile provare a classificare e la flora e la fauna marina dell’habitat. Per questo motivo la Fossa Delle Marianne è considerata tra i luoghi più misteriosi al mondo. Il primo equipaggiamento che raggiunse il fondo fu quello del batiscafo Trieste: il fondale apparve agli esploratori come una spianata desertica nella quale non si sarebbe trovato alcun tipo di organismo vegetale a causa dell’assenza di radiazione solare. Gli esploratori e gli scienziati, invece, si sorpresero dal trovare varie specie di alghe unicellulari che riuscivano a riprodursi anche in un ambiente così buio e ostico. Qualche tempo dopo, con l’aiuto di strumenti tecnologici resistenti alle alte pressioni sottomarine, una nuova spedizione riprese strane creature, mai viste prima. Molte di esse presentavano forme e colori totalmente differenti rispetto alle specie sino ad allora osservate e catalogate. Tra queste vi erano crostacei dall’aspetto molto simile ai gamberetti dal colore rosa pallido e bianco e dalla dimensione gigantesca, dai 17 ai 30 centimetri, animali dall’aspetto a rametto molto abili nella mimetizzazione e nella raccolta di cibo e di detriti sul fondo del mare, protisti filamentosi, giganti dotati di tentacoli e gusci di carbonato di calcio morbido. A circa 8000 metri, invece, fu identificata una nuova specie di pesce ribattezzata con il nome di “pesce fantasma”. Questo nome gli è stato attribuito grazie al suo colore bianco e alle sottili espansioni laterali trasparenti, necessarie per gli spostamenti sui fondali. E ancora, venne osservata la Stella Gorgone: i suoi tentacoli si intrecciano come le foglie di un vitigno e formano inusuali matasse filamentose facendo somigliare questo organismo ad un’alga dal colore bianco perlaceo. Flora e fauna dell’abisso delle Marianne hanno un aspetto diverso da quello che siamo abituati ad osservare, vengono quasi descritte come creature mostruose, ma molto affascinanti. In realtà il loro unico mistero è quello di non poter essere studiate bene da vicino, o almeno per il momento. Per questo i ricercatori sono in difficoltà nello spiegare e documentare il ciclo e le forme di vita dell’habitat.

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