• Riccardo Piccioli

Furti d’arte: lo Stradivari Davidoff-Morini

Nell’ottobre del 1995 fu rubato un violino Stradivari dal valore di 3 milioni di dollari dall’appartamento di Erica Morini, questo violino è oggi noto come Davidoff-Morini Stradivarius. Il violino fu creato dal noto liutaio Antonio Stradivari nel 1927 in onore dell’abile violoncellista russo Karl Davydov, da cui prese il nome, poi traslitterato come Davidoff. Il violino fu poi donato, nel 1924, a Erica Morini dal padre Oscar Morini; questa strabiliante artista, celebre all’epoca e tuttora per essere la più importante violinista da concerto del XX secolo e, con tutta probabilità, la più grande mai esistita, da quel giorno si servì della melodia emessa dallo strumento nei suoi concerti, fino al 1976, anno in cui si ritirò e a partire dal quale non suonò più il violino, o almeno così parrebbe. Come anticipato prima, lo strumento fu rubato nell’ottobre del 1995 mentre la proprietaria, che ormai aveva raggiunto i 91 anni, si trovava ricoverata in ospedale, Erica morì pochi giorni dopo il furto senza mai venirne a conoscenza. L’identità del ladro non è mai stata chiarita e lo strumento mai ritrovato, inoltre la modalità con cui si è svolto il furto è molto singolare, poiché non sono presenti segni di scasso né sulle entrate alla casa né sull’armadio blindato, in cui era custodito lo Stradivari, ciò vuol dire che il ladro era in possesso delle chiavi dell’appartamento di Erica, forse si trattava addirittura di una persona a lei vicina. Lo strumento fa parte della lista mondiale dei dieci capolavori rubati più importanti creata dall’FBI. A causa della sua storia e in particolare di questa vicenda, lo stradivari ha preso il nome di Davidoff-Morini. Per chiarezza e dover di cronaca, bisogna aggiungere una puntualizzazione, lo Stradivari Davidoff-Morini è il violino di cui, in questo articolo, è riportata la scomparsa e che, come citato sopra, è intitolato al violoncellista russo; esiste poi uno Stradivari Davidoff, che invece è il violoncello, sempre appartenente alla produzione di Antonio Stradivari, che apparteneva a Davydov, poiché gli era stato regalato dal suo mecenate, il conte Wielhorsky, presso la corte dello zar Alessandro II, e che per questo motivo portava il suo nome. Questo violoncello sarà poi suonato da Jacqueline du Pré e da Yo-Yo Ma, quest’ultimo lo possiede tuttora.

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