• Riccardo Piccioli

Furti d’arte: Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi

La Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi è un dipinto a olio su tela raffigurante la nascita di Cristo, realizzata dal celebre pittore italiano Caravaggio. L’opera fu trafugata la notte tra il 17 e il 18 ottobre 1969 dall’Oratorio di San Lorenzo a Palermo, dove le misure di sicurezza erano del tutto assenti, infatti il furto, commissionato dalla mafia siciliana, fu scoperto verso le tre del pomeriggio del 18 da una custode. Da questo momento in poi fioriranno innumerevoli teorie sul destino dell’opera: Una dice che, dopo diversi tentativi di vendita andati a vuoto probabilmente per le precarie condizioni della tela, questa sarebbe stata seppellita nelle campagne di Palermo, insieme a eroina e denaro (dollari), dal boss Gerlando Alberti. Ma nel luogo indicato dal pentito Vincenzo La Piana, nipote di Alberti, la cassa di ferro con la tela non fu trovata Un’altra notizia arrivò nel 1980 dallo storico e giornalista britannico Peter Watson. Watson dichiarò che a Laviano, in provincia di Salerno, ebbe un contatto con un mercante d’arte che gli propose la Natività. L’incontro con i ricettatori, fissato per la sera il 23 novembre, coincise con il grande terremoto che devastò la regione e dunque non avvenne mai. Nel 1996 Giovanni Brusca riferì che il dipinto sarebbe invece stato riconsegnato in cambio di un alleggerimento dell’applicazione dell’articolo 41 bis. Lo Stato italiano rifiutò l’offerta. Un altro pentito, Salvatore Cancemi, dichiarò che la Natività sarebbe stata esposta durante alcune riunioni della “Cupola” quale simbolo di potere e prestigio. Nuove informazioni sul destino del dipinto sono arrivate il 9 dicembre 2009, quando durante una deposizione in tribunale il pentito di mafia Gaspare Spatuzza riferisce che la Natività sarebbe stata affidata negli anni Ottanta alla famiglia Pullarà (capimafia del mandamento di Santa Maria del Gesù). I Pullarà avrebbero nascosto l’opera in una stalla fuori città, dove, senza protezione, fu rosicchiata da topi e maiali. I resti della tela sarebbero stati poi bruciati. Nel 2017, il mafioso Gaetano Grado asserisce che la tela sarebbe stata nascosta, ma all’estero: nel 1970 il boss Gaetano Badalamenti l’avrebbe trasferita in Svizzera in cambio di una notevole somma di franchi ad un antiquario svizzero, giunto a Palermo per definire l’affare. Grado riferisce anche che Badalamenti gli avrebbe detto che il quadro era stato scomposto per essere venduto sul mercato clandestino. Insomma, nonostante la grande quantità di teorie a riguardo, o proprio a causa delle troppe variabili e possibilità forniteci soprattutto dalle testimonianze di alcuni pentiti, quest’opera di grandissima rilevanza artistica, storica e culturale non è stata ancora ritrovata. L’FBI, secondo cui il valore dell’opera si aggirerebbe intorno ai 20 milioni di dollari, ha inoltre inserito quest’ultima nella lista mondiale dei dieci capolavori rubati più importanti.

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