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I sistemi complessi: il riconoscimento al fisico italiano Parisi

I sistemi complessi sono tornati ad essere di grande attualità dopo il conferimento del premio Nobel al fisico italiano Giorgio Parisi; ci si occupa di un tema che ha aperto nuove discussioni con un interrogativo principale: cosa sono i massimi sistemi? Si tratta di una branca della fisica piuttosto giovane,che ricade nella matematica statistica e interpreta un modello non più a partire dalle singole particelle, ma da un gran numero di esse. Questa condizione, inoltre, non richiede l’utilizzo di diversi strumenti matematici, come la statistica o la probabilità. La grande efficacia di questo genere di approccio ha permesso la sua applicazione non solo a dei gas, ma a un buco nero, al sistema immunitario, alle azioni di un mercato, ad un gruppo di persone in una discoteca; se vogliamo fare degli esmepi, rendendo il discorso piuttosto semplice, possiamo osservare il condensato di Bose-Einstein: un particolare stato della materia formato dai bosoni (ossia da particelle piuttosto semplici) che, ad una temperatura piuttosto bassa (quando i loro “pacchetti d’onda” si sovrappongono) cominciano a comportarsi non più come singole particelle, ma come un grande, affollato, gruppo unico. In altre parole, sono dei sistemi in continua evoluzione, che potremmo definire caotici: ecco spiegato l’aggettivo attribuitogli “complessi”: non si tratta infatti di avere a che fare con dei rettangoli (come specificato dal prof. Parisi) di cui possiamo prevedere il movimento, ma con delle sferette di cui osserviamo la notevole velocità. Per rendere l’idea, il movimento delle molecole dentro un bicchiere d’acqua è determinato da un’equazione che si bassa su pressione, volume e temperatura: conoscendo queste 3 variabili, possiamo intuire con ottima approssimazione l’andamento del sistema; diversamente, in un sistema complesso, le variabili sono centinaia (sarebbe dunque come provare a determinare l’andamento di un’intera specie basandosi solamente sull’osservazione di un esemplare): Questa nuova intuizione sulla complessità, potrebbe portare anche ad una considerazione filosofica: è proprio questo che rende l’essere umano così speciale, perché è il nostro essere imprevedibili, la nostra capacità di prendere delle decisioni inaspettate, che determina la nostra vita.

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