• Beatrice Verga

Il diritto all'aborto negato in Molise

Aggiornamento: 6 feb

Dal primo gennaio a questa parte, le donne molisane che vogliono abortire volontariamente possono rivolgersi ad un solo medico non obiettore, l’unico sul territorio regionale: il concorso dell'azienda sanitaria regionale, finalizzato all'assunzione di un medico per l'applicazione della legge sull'interruzione volontaria della gravidanza, infatti, non ha ricevuto alcuna adesione. Ad oggi il dottor Michele Mariano, l’unico medico non obbiettore della regione, che aveva già rimandato il pensionamento ben due volte, ha smesso di esercitare la sua professione: è quindi rimasta solo la dottoressa Gerardi a dover gestire da sola gli aborti volontari in un’ intera regione. Era il 22 maggio del 1978, forse i nostri genitori non erano ancora maggiorenni, quando, con un referendum, gli italiani hanno approvato la legge 194, che stabilisce le norme per la tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria della gravidanza. Nell’articolo 9, si parla dell’obiezione di coscienza: “L’obiezione di coscienza -che deve essere comunicata preventivamente al medico di regione- esonera il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie dal compimento delle procedure e delle attività specificamente e necessariamente dirette a determinare l’interruzione della gravidanza, e non dall’assistenza antecedente e conseguente all’intervento. Gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare lo espletamento delle procedure previste dall’articolo 7 e l’effettuazione degli interventi di interruzione della gravidanza richiesti secondo le modalità previste dagli articoli 5, 7 e 8. La regione ne controlla e garantisce l’attuazione anche attraverso la mobilità del personale.” Se, allora, è compito delle singole regioni garantire l’interruzione volontaria della gravidanza, probabilmente è il caso che il governo e l’ente ospedaliero si mobilitino affinchè, in Molise, ma anche nelle altre regioni italiane con un'alta percentuale di medici obiettori, le donne possano decidere di abortire e farlo in sicurezza, come indica la legge 194.

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