• Beatrice Verga

Il pi greco

Il π (pi greco) è, per definizione, il rapporto tra la lunghezza della circonferenza e quella del diametro; proprio di questa costante si è parlato durante il laboratorio "calcola il tuo pi greco" organizzato al GB dai docenti del dipartimento di matematica dell'Università dell'Insubria. La prima testimonianza che abbiamo del π risale all'antico testamento: una lettura, infatti, riporta le dimensioni di un altare circolare, la cui misura della circonferenza è 10 e quella del diametro è 3. Altre testimonianze antiche arrivano dal mondo dei babilonesi e da quello egizio: tutte le informazioni a livello geometrico di cui disponevano gli studiosi di queste civiltà servivano soprattutto a scopi pratici, ed è’ soprattutto grazie a queste spinte applicative che la conoscenza della matematica è cresciuta così tanto nel mondo antico. Con i greci, poi, è nata l’anima filosofica della matematica, poiché si iniziano a considerare come principi fondamentali della materia assiomi e postulati; da questi ultimi, inoltre, la civiltà ellenica ha ricavato i primi teoremi utili nella pratica. In aggiunta, a partire dal IV secolo a.C., è iniziato a circolare tra i primi geometri e ingegneri il problema riguardante la quadratura del cerchio: il quesito consisteva nel costruire con riga e compasso un quadrato con superficie equivalente a quella di un determinato cerchio. Nel 1882, si dimostrò inconfutabilmente che non esiste una soluzione per questo problema, poiché esso richiederebbe la costruzione del numero ⎷π, infatti l’area del cerchio è πr^2, quindi un quadrato con area equivalente deve avere lato pari a r⎷π. A livello pratico, comunque, i matematici che hanno lavorato a questo problema hanno approssimato spesso il valore del π e tutti i calcoli e i ragionamenti da loro eseguiti sono stati effettivamente utili per risolvere molti altri problemi durante la storia della geometria.

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