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Il Pizi dice "NO" alla pena di morte

“NO” alla pena di morte e “Si” alla vita: è stato questo il tema dell’incontro che, il 16 dicembre, si è svolto al “Pizi” di Palmi con l’associazione Amnesty International per sensibilizzare gli studenti della classe 5A su una tematica ancora troppo attuale. Grazie alla presentazione di alcune fotografie, usate per sensibilizzare il pubblico presente, Antonio Grillea (referente di Amnesty International per la Regione Calabria) ha aperto la discussione indirizzando il suo intervento al contrasto di questa pratica barbarica, ancora in uso in tanti paesi del mondo. Attraverso un excursus, sul dove e sul come la pena di morte è ancora in vigore, il referente di Amnesty ha voluto spiegare perché l’Italia può essere considerato un paese precursore del “NO”. Con Massimo Pezzotti (membro del Comitato Nazionale di Amnesty International), intervenuto tramite la piattaforma meet, i ragazzi del “Pizi” hanno avuto la possibilità di porre delle domande, evidenziando anche il perché in Europa la pena di morte è vista come una crudeltà. È stata, poi, la volta dell’intervento (sempre in video conferenza) di Antonio Salvati ( portavoce della “Comitato Sant’Egidio”) che ha permesso alla VA dell’Istituto Classico di presentare “La Vita: Diritto Inalienabile”, un cortometraggio realizzato dagli stessi alunni e dalle alunne e diretto dalla prof.ssa Maria Bonfiglio. Dopo la visione del video, lo stesso Salvati ha illustrato l’impegno della “Comunità Sant’Egidio”, testimoniato dalla giornata “City for Life”: il 30 novembre, gli edifici più importanti delle città che decidano di partecipare all’iniziativa vengono illuminati. Dopo l’intervento di Salvati, che ha presentato i dati relativi alla pena capitale nel continente Africano, l’incontro è terminato con un focus sulla riabilitazione e sul reinserimento nella società di diversi ex-criminali. Questi racconti hanno reso possibile l’idea della “redenzione” che sta alla base del “No” a questa barbara legge, rendendo ancora più credibile le parole del filosofo Albert Camus sulla pena di morte: “È una disgustosa macelleria, un oltraggio inflitto alla persona e al corpo”.


Di Mafrici Gabriele e Masdea Daniele

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