• Delia Prete

Il ruolo delle organizzazioni non governative in guerra

"In Ucraina c'è bisogno di medici che sappiano gestire le ferite da arma di fuoco, specialisti in medicina di guerra. C'è necessità di chirurghi e ortopedici". Così Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, ha lanciato nei giorni scorsi un appello ai colleghi, poiché la guerra sta scatenando un'emergenza sanitaria nel cuore dell'Europa, e ora molti medici sono pronti a partire per l'Ucraina per offrire il loro contributo. Ma cosa vuol dire essere un medico di guerra? Come e cosa significa operare sul campo? Il dottor Paolo Grosso, è un medico e anestesista di Emergency. Dal 2001 ha partecipato a tutti gli scenari di guerra dove è presente l'organizzazione, lavorando anche con il fondatore, il medico chirurgo Gino Strada. E' stato in missione in Sierra Leone e in Afghanistan nel 2001, in Libia nel 2011, in Iraq e nello Yemen, paese dilaniato da anni da un conflitto. Ecco le sue parole: "Le condizioni ambientali hanno un'influenza rilevante sull'attività chirurgica di guerra. Il contesto in cui ci troviamo ad operare, ossia con pochissime risorse, mezzi, farmaci a disposizione e che ci costringe ad agire in modo completamente diverso dal tempo di pace. Prima di tutto, non esistono discipline chirurgiche diversificate e chi entra nell'equipe operatoria deve saper eseguire qualsiasi tipo di intervento: addominale o toracico, ricostruttivo e ortopedico. Poi c'è il numero di pazienti che affluisce in ospedale, che non segue il flusso costante come un qualsiasi pronto soccorso, ma segue l'andamento della guerra, dei bombardamenti. Ad esempio, in seguito ad un attacco un gran numero di persone ferite arriva nell'arco di breve tempo. A quel punto, il primo compito del medico di guerra è eseguire il 'triage' dei malati, che segue criteri diversi da quelli di una medicina d'urgenza in tempo di pace". Possiamo quindi comprendere quanto sia importante per una paese in guerra ottenere validi aiuti sanitari. Adesso che è scoppiata la guerra in Ucraina, l'Europa e i paesi occidentali sono molto attenti e riconoscenti nei confronti delle organizzazioni non governative che stanno aiutando il paese. Ricordiamoci però che, purtroppo, la guerra c’è sempre stata, in diverse zone del mondo, e queste organizzazioni hanno sempre prestato servizio, senza grandi riconoscimenti o aiuti. Oggi, ci rendiamo conto per la prima volta di quanto sia importante la medicina d’urgenza, ed è arrivato il momento di valorizzarla.

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