• Sofia Ferrario

L’ITALIA: UN RIFUGIO PER LE NUOTATRICI UCRAINE

“Dobbiamo fare questo per il nostro Paese, per rendere tutti orgogliosi di noi” ha detto l'allenatrice della squadra nazionale delle sincronette ucraine Oleisia Zaitseva. Non si tratta di una novità: ormai molti cittadini ucraini, in particolare donne, bambini e anziani, cercano un rifugio o una casa qui in Italia per poter scappare dalla guerra che ormai da settimane infuria nel loro paese. Così anche le giovani atlete della squadra nazionale di nuoto sincronizzato ucraina hanno affrontato un viaggio di tremila chilometri in pullman, senza fermarsi durante la notte, per paura di essere riconosciute e di diventare, insieme alle famiglie, bersagli di eventuali attacchi. Le 13 giovani atlete e i 5 componenti dello staff tecnico sono stati accolti nel Polo Acquatico di Ostia, dove hanno trovato gesti di solidarietà e speranza; il capo della comunicazione della Federnuoto ha descritto molto bene l'angoscia che si provava quando erano state perse le tracce di alcune ragazze, con cui non si era riusciti a stabilire un contatto con le giovani atlete che hanno percorso più di mille chilometri da sole. Queste ragazze sono estremamente giovani e impaurite dalla situazione politica attuale, non sono neanche arrivate a compiere 18 anni, ma non smettono di sperare: ora che sono a Roma, con le loro famiglie e serene grazie al fatto che si trovano in un luogo sicuro, malgrado sia lontano dalla loro terra, torneranno ad allenarsi insieme alle atlete italiane, per cercare così di creare una quotidianità e per tornare a sognare di coronare il sogno olimpico.

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