top of page
  • Simone Scravaglieri

La situazione del Covid negli ultimi mesi

Dopo gli aggiornamenti e gli allarmi di fine dicembre, si ritorna a discutere di covid, che dalle lontane nebbie dell’estremo Oriente si è palesato improvviso in tutta la sua pericolosità alle porte dell’Europa.


L’Italia per prima, e a seguire gli altri paesi dell’Unione, stanno man mano prendendo provvedimenti, allestendo strutture per eseguire tamponi obbligatori nei terminal aeroportuali a tutti i passeggeri che provengono dalla Cina.


“Ci siamo mossi immediatamente in coerenza con quello che abbiamo chiesto in passato” dichiara la premier Giorgia Meloni durante la conferenza stampa di fine anno, aggiungendo: "Abbiamo bisogno di capire se quello che sta arrivando è coperto dai vaccini o no. Sinora si è rivelata solo la variante Omicron. In questo momento dovrebbe essere tranquillizzante. La situazione è abbastanza sotto controllo".


Nel concreto è come assistere a due scene che viaggiano in parallelo. Sono stati adottati provvedimenti che lasciano pensare ad un futuro di completa ripresa di una vita normale, mentre si approntano misure che chiaramente preparano ad una possibile ripresa della pandemia di covid.


Da un lato assistiamo al reintegro dei medici cosiddetti no-vax nelle strutture ospedaliere e alla garanzia che in ogni caso non verranno adottati provvedimenti di lock-down o di obbligo del green-pass. Mentre dall’altro lato viene prorogato l’obbligo delle mascherine negli ospedali e nelle strutture RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale), spingendo nel contempo la popolazione molto anziana o fragile o non ancora vaccinata a procedere celermente con l’ennesima dose di vaccino.


Tornando all’estremo Oriente, il ministro della salute Schillaci ha ribadito in Senato che le norme anti-covid in Cina si sono dimostrate poco efficaci, così come le misure di contenimento del contagio; per questi motivi l’obbligo dei tamponi e del sequenziamento dei casi positivi sbarcati in aeroporto diventa improrogabile per individuare l’arrivo nel nostro paese di possibili varianti non coperte dai vaccini.


Su questo stesso punto gli organismi internazionali si mostrano discordi. Infatti il nostro Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) ritiene la manovra del Governo italiano ingiustificata, mentre l’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) incoraggia i paesi ad assumere provvedimenti simili a quelli assunti dall’Italia, proprio perché il pericolo di una ripresa consistente della pandemia non è per nulla una possibilità peregrina.


Pensiamo di non sbagliare nell’interpretare lo stato d’ansia delle persone comuni che rivedono in questi ultimi giorni scene, atteggiamenti e contrasti già vissuti in quel tragico inizio del 2020, dove l’Italia, per prima e per certi versi derisa dagli altri paesi, costruiva le difese possibili per difendere la vita di milioni di italiani, tra i più anziani e i più fragili.


Oggi come allora, indipendentemente dagli schieramenti politici, resta dovere dello Stato fare tutto il possibile per tutelare la salute pubblica e di conseguenza la prosperità economica del nostro Paese.



37 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti
bottom of page