• Beatrice Verga

Le idee politiche vanno rispettate, ma il fascismo no

"Un applauso alla nostra Chiara Valcepina, patriota fra i patrioti e anche candidata" "se vi è più comodo fare il black, per noi va benissimo" "quella c'ha la svastica sulla schiena, brava brava: noi puntiamo al tatuaggio patriottico" "le birre alla birreria di Monaco come nella miglior tradizione" riferito ad una candidata ebrea "come lo vuoi il caffè? Nero e amaro come il fascismo repubblicano" Queste sono solo alcune splendide citazioni degli esponenti del partito Forza Italia, della Lega e di Libera Azione -un movimento neofascista- che collaborano tra di loro. E’ oramai già passato lo scandalo generato dall’inchiesta di Fanpage: come quasi tutte le notizie, ha portato scalpore, ha fatto discutere per un massimo di due giorni, e poi è scomparsa. E, analogamente è successo ai drammi dell'Afghanistan: a noi cosa rimane di quella vicenda? Una foto di una madre con il volto stravolto dal dolore che consegna suo figlio, facendolo passare sopra il filo spinato, ad un militare statunitense, cosciente del fatto che non rivedrà mai più nessuno dei due. Solo una foto, delle immagini, che nessuno guarda più. Articoli di giornale, prime pagine, servizi su servizi in televisione interamente dedicati ai discorsi di Biden, tutta una serie di programmi in prima serata che sono andati in onda per una settimana al massimo e che facevano parlare genitori e parenti dei caduti italiani in Afghanistan, affiancati da tutti i volontari delle associazioni che costruivano gli ospedali per i bambini e portavano un po' di sollievo a quelle famiglie ridotte a povertà assoluta. A nessuno interessa, ora, perchè tutti sono tornati alle proprie vite, e tutti devono arrivare a fine mese, quindi non c’è tempo per preoccuparsi di chi sta dall’altra parte del mondo. Forse, a nessuno è mai interessato davvero, di queste persone. E probabilmente è successa la stessa cosa con l’inchiesta di Fanpage: del resto, sarà servita come scusa per tutti coloro che avevano come obiettivo semplicemente il giudicare personaggi di influenza in Parlamento o nelle elezioni che si sarebbero tenute a breve, in modo tale da screditare ancora una volta l’intera politica italiana. Eppure questo articolo, che viene pubblicato circa 3 settimane dopo quel video sulla lobby nera e sui movimenti neofascisti che agiscono nell’ombra, e addirittura 2 mesi dopo l’abbandono definitivo delle truppe americane dall’Afghanistan, è l’esempio che a qualcuno, forse, interessa ancora. Ovviamente, se partissi ora per l’Asia da sola migliorerei poco o nulla del mondo, ma metterei solo a rischio la mia vita. E non risolverei niente nemmeno saltando la scuola per andare a protestare seduta fuori dal Parlamento a Roma, dato che non mi ascolterebbe anima viva. Però qualcosa di concreto si può sempre fare, se si agisce nel proprio piccolo. Un esempio? Tentare di convincere i nostri nonni del fatto che quando dicono “si stava meglio quando si stava peggio”, loro ricordano la neve in cortile e le galline nel pollaio, non di certo l’olio di ricino.

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