• Leonardo Pisani

Le "scie chimiche" delle navi

Anche gli oceani hanno le loro "scie chimiche": si tratta di quelle lasciate dalle navi da carico durante la loro navigazione.

A monitorarle ci pensano i satelliti, che hanno l'obiettivo di seguire le trafficate rotte marittime sul nostro pianeta, dal Pacifico settentrionale al Mar Mediterraneo. Dal 2020, però, qualcosa è cambiato: i rilevamenti dallo spazio ci hanno mostrato una riduzione dell'inquinamento che le nubi portano con sé, al punto che in molti casi sono scomparse del tutto.

La domanda che ci poniamo ora riguarda il "merito" di questo dato relativo all'inquinamento: si tratta della frenata del commercio internazionale dovuta alla pandemia? Non solo. Nel 2020, infatti, l'Organizzazione marittima internazionale (Imo) ha introdotto un regolamento che abbassa dell'86% il contenuto di zolfo che può essere emesso dalle navi rispetto alla soglia precedente: gli effetti li abbiamo riscontrati grazie ai satelliti, che ci hanno mostrato come la quantità di scie delle navi sia dimezzata. I dettagli si leggono in uno studio pubblicato di recente su Science Advances


UN VENTENNIO DI OSSERVAZIONI.

I ricercatori hanno spiegato come sia stata utilizzata l'intelligenza artificiale per mappare le tracce lasciate dalle navi, raccolte in circa 17 anni di immagini catturate dal Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer (Modis) della Nasa a bordo del satellite Aqua. «Senza questo tipo di strumento e di campionamento su larga scala delle scie delle navi, non si sarebbe potuto seguire la dimensione del problema e capire se davvero si è di fronte a un miglioramento». Le scie della navi furono osservate per la prima volta nelle immagini satellitari meteorologiche acquisite negli anni Sessanta e definite come "linee di nuvole anomale".

Si capì immediatamente che erano formate da vapore acqueo che si agglomerano attorno a piccole particelle di inquinamento (aerosol) prodotte dagli scarichi delle navi. Le goccioline altamente concentrate diffondono più luce e quindi appaiono più luminose delle nuvole marine non inquinate che si formano come conseguenza della loro concentrazione attorno a particelle più grandi come il sale marino.


RIDUZIONE REALE. Limitando il contenuto di zolfo nel carburante (si è passati dal 3,5 per cento all'attuale 0,5 per cento) si è modificata profondamente la composizione chimica e fisica degli scarichi delle navi. Meno emissioni di zolfo hanno significato meno particelle di aerosol rilasciate a formare le "nubi delle navi".

Nel 2020 e nella prima parte del 2021, la riduzione del traffico marino a causa della pandemia ha ridotto ulteriormente l'inquinamento dell'1,5 per cento. Ma anche con la ripresa del commercio l'inquinamento generale è rimasto al di sotto di quel che c'era prima degli anni Venti di questo secolo, dimostrando una volta per tutte che era proprio il contenuto di zolfo a creare i danni peggiori


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