• Lucrezia Corbetta

Mondiali shaolin: che il vigore della tigre possa diffondersi in tutto il mondo

A febbraio si sono svolti i mondiali Shaolin: questa parola significa “tempio nella profondità della foresta che si sviluppa ai piedi del monte Shaoshi” (la montagna appartiene alla catena Songshan, nella provincia dell’Henan, in Cina). La competizione ha coinvolto circa 6.500 partecipanti da 89 paesi del mondo, che hanno dovuto registrare e inviare le loro performance direttamente al tempio Shaolin, dove sono state esaminate e giudicate dai monaci in persona. “Lo Shaolin Kung Fu è nato in Cina, ma appartiene al mondo”, dice il Maestro ShiYanHui, il monaco fondatore dell’Associazione Shaolin Quan Fa, nata per favorire la conoscenza e la diffusione della cultura Shaolin: si tratta proprio del principio su cui si fonda la gara, appunto perché tutti gli atleti delle scuole affiliate alla Shaolin Quan Fa hanno avuto la possibilità di partecipare. Si incappa nell’errore, però, quando si associa lo Shaolin semplicemente ad un tipo di arte marziale: la cultura Shaolin, infatti è un vero e proprio stile di vita fondato sull’armonia tra corpo, mente e spirito.

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