• Delia Prete

Paralimpiadi invernali 2022: esclusi gli atleti russi e bielorussi

Aggiornamento: 13 mar

Il comitato paralimpico internazionale ha stabilito che gli atleti di origine russa e bielorussa non potranno partecipare alle Paralimpiadi invernali di Pechino, iniziate il 4 marzo: alla base di questa decisione ci sono le richieste da parte di numerosi comitati olimpici che hanno minacciato di non partecipare alle gare organizzate se non fosse stata presa in considerazione l’ipotesi di escludere i 2 paesi coinvolti nelle ultime vicende internazionali. "Siamo molto dispiaciuti che siate influenzati dalle decisioni che i vostri governi hanno preso la scorsa settimana nel violare la tregua olimpica. Siete vittime delle azioni dei vostri governi". "Il benessere degli atleti è e sarà sempre una preoccupazione chiave per noi - - 83 atleti paralimpici sono direttamente interessati da questa decisione. Tuttavia, se Russia e Bielorussia rimangono qui a Pechino, le altre nazioni probabilmente si ritireranno. Probabilmente non avremo giochi validi. Se ciò dovesse accadere, l'impatto sarebbe di portata molto più ampia" queste le parole di Andrew Parsons, il presidente del comitato paralimpico internazionale. L’attacco russo all’Ucraina è quindi stato punito anche dal mondo dello sport: gli svantaggiati sono sempre i cittadini, gli uomini, i civili. E’ sorta quindi una domanda tra gli amanti dello sport e tra chi ha ricevuto notizia della decisione del comitato: l’esclusione degli atleti russi e bielorussi è una scelta corretta? Le idee su questo fronte sono contrastanti, ma una cosa va sicuramente ribadita: gli atleti, di qualsiasi nazionalità, non sono responsabili delle decisioni prese dai propri capi di stato, e, proprio nel caso della Russia, è Putin ad aver preso la decisione di attaccare Kiev, la capitale Ucraina. Gli atleti dei 2 stati hanno faticato molto per arrivare ad essere selezionati per le paralimpiadi, e adesso i loro sforzi svaniscono a causa di decisioni politiche a cui devono sottostare: é giusto punire la Russia per le proprie azioni, ma come sempre, nella storia che si ripete, a risentirne sono i cittadini.

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