• Filippo Codegoni

Russia contro l'Occidente?

Mentre infuria la guerra nell’est Europa, c’è un altro conflitto in corso nel mondo, ovvero quello tra la Russia e l’Occidente, il quale si combatte con le sanzioni finanziarie: l’economia svolge un ruolo chiave in questo contesto e anche l’Italia ha preso delle misure contro la Russia, che avranno però delle ritorsioni. Attualmente, tra quelle più evidenti vi sono l’aumento dei prezzi e l’inizio di rappresaglie economiche da parte del gigante euroasiatico: la Russia è infatti il più grande esportatore di gas in Italia e detiene una fetta importante anche delle importazioni di petrolio del nostro paese. Inoltre, il paese è uno dei principali esportatori di grano, di nickel e di altri materiali fondamentali per l’industria elettronica e metalmeccanica (ad esempio il palladio per le marmitte delle auto): in totale, gli scambi tra Italia e Russia valgono 23,7 miliardi di dollari, una cifra fondamentale per l’economia di entrambi gli stati coinvolti. Il grano russo è fondamentale per l’industria alimentare italiana: è salito anche il prezzo del pane, si nota una certa scarsità nel trovare mangime per animali e si stima che presto vi sarà anche un aumento per pasta e dolci. Altro problema è l’energia: l’Italia non è autosufficiente per quanto riguarda quest’ultima e per questo motivo il governo ha annunciato che, in stato di emergenza, verranno riaperte le vecchie centrali a carbone al posto del gas russo. I semiconduttori e gli altri metalli sono poi materie prime fondamentali per la costruzione di telefoni, computer, e altri dispositivi elettronici, quindi è stata penalizzata anche l’industria metalmeccanica. D’altro canto, anche l'export di prodotti italiani in Russia (soprattutto legati al campo della moda e delle manifatture) ha un certo peso economico e rinunciare a questi scambi rappresenterà motivo di perdita di denaro per il nostro paese.

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