• Lucrezia Corbetta

Siena: rinvenute 24 statue in bronzo in perfette condizioni

Si tratta del rinvenimento più grande mai registrato in Italia quello emerso nella provincia di Siena, più precisamente a San Casciano dei Bagni la settimana scorsa: sono state infatti ritrovate 24 statue di epoca romana oltre ad altri oggetti votivi e una grande quantità di monete d’oro e l’archeologo-etruscologo responsabile dell’operazione di scavo, il prof. Jacopo Tabolli, ha affermato che con gli studi riguardanti questi nuovi ritrovamenti si riscriverà la storia della statuaria greco-romana.

Per quanto concerne lo scavo, questo era stato avviato nel 2019, per poi essere interrotto a causa della pandemia ed essere ripreso di recente: tutte le attività sono state finanziate sì dal comune locale, ma anche dal Ministero della Cultura. C’è da aggiungere poi che l’attuale Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, si è recato al laboratorio di restauro a Grosseto, dove ha dichiarato ai giornalisti che, secondo il suo parere, si tratta di un ritrovamento eccezionale: “Lo studio e la valorizzazione di questo tesoro sarà un’ulteriore occasione per la crescita spirituale della nostra cultura e per il rilancio di territori meno noti al turismo internazionale”

Analizzando poi le statue in bronzo ritrovate in modo più dettagliato, queste raffigurano alcune divinità venerate nei luoghi sacri, mentre alcune sono legate alla medicina, come, ad esempio, la dea della salute e della pulizia Igea oppure il dio delle arti mediche Apollo. L’eccezionale stato di conservazione delle statue all’interno dell’acqua calda della sorgente (nel dettaglio: quella termo-minerale del Bagno Grande, la cui acqua calda ha inoltre permesso di preservare le iscrizioni in etrusco e latino che furono incise durante la loro realizzazione) permette di decifrare molti nomi di famiglie nobili romane ed etrusche, appartenenti al ceto più importante: queste opere sono databili infatti tra il II secolo a.C. e il I secolo a.C., un periodo di guerre e conflitti tra le due civiltà, che erano poi state unite da indissolubili legami politici ed economici.


Beatrice Verga e Lucrezia Corbetta

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