• Delia Prete

Recensione libro - L'amico ritrovato

L’amico Ritrovato, parzialmente ispirato alla storia dell’autore Fred Uhlman, racconta dell’intensa amicizia vissuta a Stoccarda, in Germania, da Hans Schwarz, figlio di un apprezzato medico ebreo, e Konradin von Hohenfels, discendente di una storica famiglia aristocratica tedesca. I ragazzi sono uniti dalle stesse passioni per l’arte, la musica, la poesia, il teatro e passano lunghi pomeriggi a parlarne. Il loro rapporto sarà però spezzato dagli sviluppi storici avvenuti in Germania nell’epoca. Parliamo, in particolare, della diffusione di pregiudizi sempre più toccanti nei confronti degli ebrei e il potere conquistato dai nazisti. La stessa famiglia di Konradin sostiene gli ideali nazisti e anche il ragazzo confessa di provare ammirazione per la figura politica di Hitler. Con lo scoppio ufficiale della Seconda Guerra Mondiale, Hans lascia il paese e viene mandato in America a casa degli zii. Un colpo di scena riguardante la morte di Konradin costituisce il finale del racconto e darà ragione del titolo del libro. La lettura è breve e la trama non troppo articolata. Il linguaggio è semplice e caratterizzato da un registro informale. Il libro è quindi consigliato ad un ampio pubblico, intenzionato ad approfondire diverse tematiche legate tra loro all’interno di uno specifico contesto storico, quali l’ascesa di Hitler, gli ideali politici del nazismo, l’olocausto e semplicemente la storia di una grande amicizia.

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