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  • Simone Scravaglieri

Cina: continua la battaglia contro il Covid

Aggiornamento: 2 gen


Recentemente la guerra in Ucraina ha conquistato le prime pagine di tutti i quotidiani, eclissando nel mentre tutti gli altri eventi di attualità che si sono susseguiti in Italia e nel mondo: tra questi vi compare la parola pandemia, relativa al Coronavirus.

La protagonista delle vicende che si fanno così spazio nei trafiletti dei giornali è la Cina che, dopo aver attuato quell’atteggiamento che prende il nome di “Zero Covid”, cioè l’abbattimento e l’azzeramento dei focolai tramite misure di quarantena severissime e ingenti somministrazioni del tanto dibattuto e criticato vaccino Sinovac, ha rinunciato nei giorni scorsi al conteggio degli asintomatici ed ha alleggerito la morsa sul popolo, sollevato per questa manovra.

“Il conteggio degli asintomatici è diventato impossibile”, dichiarano le autorità sanitarie “Siate i primi responsabili della vostra salute”: con queste parole si capisce come le ultime manovre politiche del governo cinese siano cambiate.

Nel mentre, d’altra parte, il popolo non è stato fermo a guardare, in quanto si è reso conto dei numeri dei contagi che crescono realmente giorno per giorno, ed è corso ai ripari con rimedi casalinghi, bevande multivitaminiche, ricette salutiste e, fatto più preoccupante, con il saccheggio di beni di consumo immediato nei supermercati; testimoniato da immagini postate sui social da vari influencer che vivono in quei territori e che tengono aggiornato il mondo sulla drastica situazione del paese.

Di ritorno, anche il governo sta allestendo "cliniche per la febbre", luoghi dove le persone che presentano sintomi possono, in teoria, trovare una cura o una conferma all’infezione da Covid, per sopperire alla mancanza di posti liberi nelle corsie degli ospedali, servite da infermieri positivi lievi a cui l’autorità sanitaria ha richiesto di prestare comunque servizio: ciò testimonia certamente l’inefficacia delle misure adottate in precedenza dal governo.

Ma non si tratta solo di questo: il covid è temutissimo nella capitale, tanto che le persone hanno fatto scorta di medicinali per il trattamento di febbri, dolori e irritazioni, privando di fatto i bisognosi di mezzi di cura e mettendo ulteriormente in difficoltà il governo e la sanità pubblica, che sta cercando in tutti i modi di convincere i cittadini a non richiedere l’intervento dei servizi di emergenza se non si presentano sintomi gravi per non caricare con un ulteriore peso un sistema, quello ospedaliero, già precario e in difficoltà.

Possiamo affermare quindi che il cambio repentino di politiche sanitarie e l’aumento esponenziale dei casi covid confermati hanno indotto nei cinesi un sentimento che ricorda tristemente quello dei primi periodi e della prima pandemia e che mette potenzialmente a rischio la vita dei cinesi e la sanità mondiale.


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