• Vittoria Mian

Vaccino, terza dose più antinfluenzale: cosa dicono gli studi?

Nei prossimi giorni la terza dose del vaccino anti Covid-19 diventerà obbligatoria per sanitari e personale della sanità, mentre dall’1 dicembre in poi sarà disponibile anche per gli over 40. Uno dei dubbi più frequenti sul “booster”, cioè la terza dose, riguarda la sua compatibilità con le altre somministrazioni stagionali, come il vaccino antinfluenzale o antipneumococco PCV13. Gli esperti, tuttavia, hanno assicurato che non vi sono problemi nel ricevere i due richiami vaccinali in un breve periodo di tempo e molti centri vaccinali si sono già attrezzati per ridurre queste tempistiche, in modo da proteggere il prima possibile le persone più fragili e anziane. Per approfondire meglio la questione, è stato pubblicato un articolo nella rivista inglese The Lancet, nel quale sono stati monitorati con un esperimento gli effetti della doppia dose. Diversi adulti, che avevano già ricevuto la prima dose di vaccino anti Covid-19, sono stati inviati, in modo casuale, in 12 centri del Regno Unito a ricevere la somministrazione in contemporanea di un vaccino antinfluenzale o placebo insieme alla loro seconda dose di vaccino anti Covid-19. Dopo tre settimane il gruppo che ha avuto il placebo ha ricevuto il vaccino antinfluenzale e viceversa. Successivamente i partecipanti sono stati seguiti e controllati per 6 settimane. Dai risultati è emerso che la vaccinazione concomitante è sicura e la maggior parte delle reazioni sistemiche sono lievi o moderate. Le probabilità che il vaccino antinfluenzale causi reazioni locali sono comunque maggiori rispetto al placebo, ma la risposta immunitaria non subisce nessuna influenza negativa. La vaccinazione concomitante, in definitiva, non deve spaventare, ma bensì è un’opportunità che agevola sia i servizi sanitari che le persone più vulnerabili.

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